Cosa sta succedendo
Il 23 giugno eravamo in Corte costituzionale per il caso di Paola Ruffi. Paola era una donna di Bologna, malata di Parkinson. Aveva tutti i requisiti che la legge italiana richiede: piena capacità di decidere per sé, una malattia irreversibile, sofferenze insopportabili. Ma non era attaccata a una macchina che la tenesse in vita. Per quel solo particolare ha dovuto lasciare la sua città e raggiungere la Svizzera per morire.
Quel requisito decide ancora oggi chi può essere aiutato a morire in Italia e chi no. Discrimina ed esclude. Punto.
E intanto il Governo ci riprova. La sua proposta di legge vuole:
- togliere la decisione ai medici, affidandola a un Comitato di nomina politica;
- escludere i malati terminali oncologici e le persone con malattie neurodegenerative;
- rendere carta straccia il testamento biologico.
In una parola: condannare le persone malate a soffrire senza poter scegliere.
Cosa stiamo facendo
Li stiamo fermando. Con le lotte di Laura Santi, Martina Oppelli e “Libera”, con le firme di 100.000 persone. In Parlamento la legge del Governo è bloccata da un anno: non reggerebbe davanti alla Corte e non ha i numeri nemmeno nella maggioranza. Intanto il diritto riconosciuto dalla sentenza Cappato-Antoniani resta in vigore, e nessuno è riuscito a cancellarlo perché lo difendiamo caso per caso, a fianco delle persone.
E mentre lo difendiamo, avanziamo. Toscana e Sardegna hanno già adottato la nostra legge. “Liberi Subito” è in Commissione in Umbria, e si muove in Emilia-Romagna, in Campania, a Trento. Una Regione dopo l’altra.
Cosa puoi fare per impedirlo
Ogni diritto che abbiamo ottenuto non è arrivato per concessione della politica. Lo abbiamo conquistato. Con le disobbedienze civili, con i processi, con la forza di migliaia di persone che hanno scelto di non restare a guardare.
Ora dobbiamo farlo di nuovo. Con il tuo sostegno possiamo scendere in piazza in tutta Italia, organizzare la mobilitazione contro questa legge e chiedere al Governo di ritirarla.
Cosa puoi fare sostenendo la campagna
- Con 25€ stampiamo i materiali per un banchetto informativo.
- Con 50€ attiviamo una campagna di informazione online che raggiunge almeno 10.000 persone.
- Con 75€ sostieni direttamente il lavoro legale per difendere in Parlamento i diritti conquistati.
- Con 100€ sostieni le campagne per le leggi regionali, che avanzano una Regione dopo l’altra.
La decisione della Corte è attesa. A luglio la partita torna in Parlamento. E non ci arriviamo sulla difensiva: ci arriviamo dopo aver ribaltato il tavolo, con le Regioni che avanzano e decine di migliaia di persone alle spalle.
La differenza, ancora una volta, la fanno le persone che decidono di esserci. Come Paola Ruffi. Oggi tocca a te.